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Scuola di Studi Superiori dell'Università degli Studi di Torino

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CORSO DI LAUREA MAGISTRALE A CICLO UNICO IN  MEDICINA E CHIRURGIA

CLASSE LM-41

REGOLAMENTO DIDATTICO

APPROVATO NEL CONSIGLIO DI CORSO DEL 12 ottobre 2016

MODIFICATO SECONDO IL DECRETO RETTORALE 1562 DEL 30 APRILE 2015

VALIDO A PARTIRE DALL'A.A. 2016-2017  

ARTICOLO 1

Funzioni e struttura del Corso di studio

1. È istituito presso l’Università degli studi di Torino il Corso di Laurea Magistrale a ciclo unico in Medicina e Chirurgia della classe LM-41. Il Corso di Laurea Magistrale a ciclo unico in Medicina e Chirurgia è organizzato secondo le disposizioni previste dalla classe delle Lauree Magistrali in Medicina e Chirurgia di cui al DM 16 marzo 2007 (G.U. n. 155 del 6-7-2007 Suppl. Ordinario n. 153/ G.U. n. 157 del 9-7-2007 Suppl. Ordinario n. 155).

Esso rappresenta trasformazione dal precedente Corso di Laurea Magistrale a ciclo unico in Medicina e Chirurgia, classe S/46.

2. Il Corso di Laurea Magistrale in Medicina e Chirurgia ha come Dipartimenti di riferimento il Dipartimento di Scienze Cliniche e Biologiche e il Dipartimento di Oncologia e afferisce alla Scuola di Medicina.

3. La struttura didattica competente è il Consiglio di corso di Laurea Magistrale in Medicina e Chirurgia, di seguito indicato con CCLM.

 4. Il presente Regolamento (redatto nel rispetto dello schema tipo deliberato dal Senato accademico), in armonia con il Regolamento Didattico di Ateneo (RDA), il Regolamento Didattico di Dipartimento e il Regolamento di Ateneo sui rapporti tra Scuole, Dipartimenti e Corsi di Studio, disciplina l’organizzazione didattica del Corso di Laurea Magistrale per quanto non definito dai predetti Regolamenti. L’ordinamento didattico del corso di Laurea Magistrale a ciclo unico, con gli obiettivi formativi specifici ed il quadro generale delle attività formative, redatto secondo lo schema della Banca Dati ministeriale, è riportato nell’allegato 1, che forma parte integrante del presente regolamento. Il Consiglio dei Dipartimenti di Scienze Biologiche e di Oncologia si riservano di disciplinare particolari aspetti dell’organizzazione didattica attraverso specifici Regolamenti.

 5. Il presente regolamento viene annualmente adeguato all’Offerta Formativa pubblica ed è di conseguenza legato alla coorte riferita all’anno accademico di prima iscrizione. 

 6. La sede e le strutture logistiche di supporto alle attività didattiche e di laboratorio sono di norma quelle dei Dipartimenti di Scienze Cliniche e Biologiche, di Oncologia e/o della Scuola di Medicina, fatta salva la possibilità che alcuni insegnamenti possano essere mutuati o tenuti presso altri corsi di studio dell’Università degli studi di Torino. Attività didattiche e di tirocinio potranno essere svolte presso altre strutture didattiche e scientifiche dell’Università degli studi di Torino, nonché presso enti esterni, pubblici e privati, nell’ambito di accordi e convenzioni specifiche.

ARTICOLO 2

Obiettivi formativi specifici, sbocchi occupazionali e professionali

 La missione specifica del Corso di Laurea Magistrale a ciclo unico si identifica con la formazione di un medico a livello professionale iniziale con una cultura biomedico-psicosociale, che possieda una visione multidisciplinare ed integrata dei problemi più comuni della salute e della malattia, con una educazione orientata alla comunità, al territorio e fondamentalmente alla prevenzione della malattia ed alla promozione della salute, e con una cultura umanistica nei suoi risvolti di interesse medico; tale missione specifica risponde in maniera più adeguata alle nuove esigenze di cura e salute, in quanto centrata non soltanto sulla malattia, ma soprattutto sull'uomo ammalato, considerato nella sua globalità di soma e psiche ed inserito nel contesto sociale.

La formazione medica così orientata è inoltre vista come il primo segmento di un'educazione che deve durare nel tempo, ed in quest'ottica sono state calibrate le conoscenze che lo studente deve acquisire in questa fase, dando giusta importanza all'autoapprendimento, alle esperienze non solo in Ospedale ma anche nel territorio, all'epidemiologia, per lo sviluppo del ragionamento clinico e della cultura della prevenzione.

 Le parole chiave del metodo didattico adottato, utili al raggiungimento delle caratteristiche qualificanti attese, prevedono l'integrazione orizzontale e verticale dei saperi, un metodo di insegnamento basato su una solida base culturale e metodologica conseguita nello studio delle discipline pre-cliniche e in seguito prevalentemente centrato sulla capacità di affrontare problemi (problem oriented learning), il contatto precoce con il paziente, una buona acquisizione dell'abilità clinica insieme ad una buona acquisizione dell'abilità al contatto umano.

E' stata quindi pianificata un'organizzazione didattica integrata, flessibile e modificabile, con l'intenzione di promuovere negli studenti la capacità di acquisire conoscenze non in modo frammentario bensì integrato, e di mantenerle vive non solo a breve ma anche a più lungo termine. Lo studente è quindi considerato perno del processo formativo, sia nella progettazione didattica che nel miglioramento dell'intero curriculum, allo scopo di potenziarne l'autonomia d'iniziativa.

Una solida base di conoscenza clinica è inoltre assicurata allo studente attraverso l'organizzazione di tirocini certificati basati sulla didattica tutoriale, insieme con una forte comprensione del metodo medico-scientifico e delle scienze umane. Una vera competenza professionale si raggiunge solo dopo una lunga consuetudine al contatto col paziente, che viene promossa sin dal primo anno di corso ed integrata alle scienze di base e cliniche, lungo tutto il percorso formativo attraverso un ampio utilizzo delle attività tutoriali.

 Nel progetto didattico del nostro corso di laurea magistrale viene proposto il giusto equilibrio d’integrazione tra: 1) scienze di base, che debbono trovare spazio adeguato e prevedere aspetti relativi alla biologia evoluzionistica e alla complessità biologica ed essere finalizzate alla conoscenza della struttura e funzione dell'organismo umano in condizioni normali, ai fini del mantenimento delle condizioni di salute, 2) pratica medica clinica e metodologica, raggiunta attraverso l’utilizzo della didattica tutoriale, per trasformare la conoscenza teorica in vissuto personale, e la costruzione di una personale scala di valori e interessi, 3) scienze umane, che debbono costituire un bagaglio utile a raggiungere la consapevolezza dell'essere medico.

Molti dei contenuti essenziali del nostro Progetto Didattico, già attivato in tali modalità dall'anno accademico 1999-2000, anticipano e integrano le European specifications for global standards in medical education della World Federation on Medical Education in tema di standard internazionali di base e di sviluppo della qualità nel campo dell'educazione biomedica (WFME Office, University of Copenhagen, 2007).

 Risultati di apprendimento attesi, espressi tramite i Descrittori europei del titolo di studio

 Conoscenza e capacità di comprensione (knowledge and understanding)

 I laureati devono aver dimostrato conoscenze e capacità di comprensione tali da consentir loro di elaborare e/o applicare idee originali, nel contesto della ricerca biomedica e applicata (“traslazionale”).

Pertanto le loro competenze sulle Basi Scientifiche della Medicina li dovranno mettere in grado di:

1)       Correlare la struttura e la funzionalità normale dell'organismo come complesso di sistemi biologici in continuo adattamento.

2)       Interpretare le anomalie morfo-funzionali dell'organismo che si riscontrano nelle diverse malattie.

3)       Individuare il comportamento umano normale e anormale.

4)       Indicare i determinanti e i principali fattori di rischio della salute e della malattia e dell'interazione tra l'uomo ed il suo ambiente fisico e sociale.

5)       Ricordare i fondamentali meccanismi molecolari, cellulari, biochimici e fisiologici che mantengono l'omeostasi dell'organismo.

6)       Descrivere il ciclo vitale dell'uomo e gli effetti della crescita, dello sviluppo e dell'invecchiamento sull'individuo, sulla famiglia e sulla comunità.

7)       Illustrare l'eziologia e la storia naturale delle malattie acute e croniche.

8)       Richiamare le conoscenze essenziali relative all'epidemiologia, all'economia sanitaria e ai principi del management della salute.

9)       Correlare i principi dell'azione dei farmaci le loro indicazioni con l'efficacia delle varie terapie farmacologiche.

10)    Attuare al livello richiesto all'inizio dell'esercizio professionale i principali interventi biochimici, farmacologici, chirurgici, psicologici, sociali e di altro genere, nella malattia acuta e cronica, nella riabilitazione e nelle cure di tipo terminale.

Capacità di applicare conoscenza e comprensione (applying knowledge and understanding)

 I laureati devono essere capaci di applicare le loro conoscenze, di comprendere e di risolvere i problemi attinenti anche a tematiche nuove o non familiari, inserite in contesti ampi e interdisciplinari così da esercitare le competenze cliniche necessarie ad affrontare le complessità dei problemi di salute della popolazione e della loro cura.

Pertanto, le loro competenze cliniche li dovranno mettere in grado di: 

1)       Raccogliere correttamente una storia clinica adeguata, che comprenda anche aspetti sociali, come la salute occupazionale.

2)       Effettuare un esame dello stato fisico e mentale.

3)       Eseguire le procedure diagnostiche e tecniche di base, analizzarne ed interpretarne i risultati, allo scopo di definire correttamente la natura di un problema.

4)       Eseguire correttamente le strategie diagnostiche e terapeutiche adeguate, allo scopo di salvaguardare la vita e applicare i principi della medicina basata sull'evidenza.

5)       Esercitare il corretto giudizio clinico per stabilire le diagnosi e le terapie nel singolo paziente.

6)       Riconoscere ogni condizione che metta in pericolo imminente la vita del paziente.

7)       Gestire correttamente e in autonomia le urgenze mediche più comuni.

8)       Curare e prendersi cura dei pazienti in maniera efficace, efficiente ed etica, promuovendo la salute ed evitando la malattia.

9)       Individuare i problemi prevalenti di salute e consigliare i pazienti prendendo in considerazione fattori fisici, psichici, sociali e culturali.

10)    Fornire le indicazioni per l'utilizzo appropriato delle risorse umane, degli interventi diagnostici, delle modalità terapeutiche e delle tecnologie dedicate alla cura della salute.

11)    Conoscere e mettere in atto procedure finalizzate al controllo del rischio clinico e alla promozione della cultura della sicurezza, sia a livello del singolo operatore che delle organizzazioni, intesa non solo come conoscenza tecnica, ma come consapevolezza del valore etico che l'approccio a tale problema deve contenere, secondo una visione di tipo sistemico, che consideri l'errore anche come fonte di apprendimento e quindi stimolo per il miglioramento dei processi assistenziali.

 Le loro competenze sulla Salute delle Popolazioni e sui Sistemi Sanitari li dovranno mettere in grado di:

1)       Considerare nell'esercizio professionale i principali fattori determinanti della salute e della malattia, quali lo stile di vita, i fattori genetici, demografici, ambientali, socioeconomici, psicologici e culturali nel complesso della popolazione.

2)       Tenendo presente il ruolo importante di questi determinanti della salute e della malattia, intraprendere adeguate azioni preventive e protettive nei confronti delle malattie, lesioni e incidenti, mantenendo e promuovendo la salute del singolo individuo, della famiglia e della comunità.

3)       Tenersi informato sullo stato della salute internazionale, delle tendenze globali nella morbidità e nella mortalità delle malattie croniche rilevanti da un punto di vista sociale, considerando l'impatto sulla salute delle migrazioni, del commercio e dei fattori ambientali, e il ruolo delle organizzazioni sanitarie internazionali.

4)       Accettare i ruoli e le responsabilità del rimanente personale sanitario nel provvedere le cure sanitarie agli individui, alle popolazioni e alle comunità.

5)       Riconoscere la necessità di una responsabilità collettiva negli interventi di promozione della salute che richiedano stretta collaborazione con la popolazione, nonché la necessità di un approccio multidisciplinare, che comprenda i professionisti sanitari e anche una collaborazione intersettoriale.

6)       Fare riferimento all'organizzazione di base dei sistemi sanitari, che include le politiche, l'organizzazione, il finanziamento, le misure restrittive sui costi e i principi di management efficiente nella corretta erogazione delle cure sanitarie  [nell’ambito del Piano socio sanitario regionale (Strutture di ricovero e cura, Strutture territoriali, Reti specialistiche, Rete malattie rare ecc)].

7)       Dimostrare una buona comprensione dei meccanismi che determinano l'equità all'accesso delle cure sanitarie, l'efficacia e la qualità delle cure.

8)       Usare correttamente nelle decisioni sulla salute i dati di sorveglianza locali, regionali e nazionali della demografia e dell'epidemiologia.

9)       Accettare, quando necessario e appropriato, ruoli di responsabilità nelle decisioni sulla salute.

Autonomia di giudizio (making judgements)

 I laureati devono avere la capacità di integrare le conoscenze e gestire la complessità, nonché di formulare giudizi sulla base di informazioni limitate o incomplete, includendo la riflessione sulle responsabilità sociali ed etiche collegate all'applicazione delle loro conoscenze e giudizi.

Pertanto la loro capacità di Pensiero Critico e la loro competenza nella Ricerca scientifica dovranno consentire loro di:

1)       Dimostrare nello svolgimento delle attività professionali un approccio critico, uno scetticismo costruttivo, uno scetticismo costruttivo, ed un atteggiamento creativo orientato alla ricerca.

2)       Tenere in considerazione l'importanza e le limitazioni del pensiero scientifico basato sull'informazione, ottenuta da diverse risorse, per stabilire la causa, il trattamento e la prevenzione delle malattie.

3)       Formulare giudizi personali per risolvere i problemi analitici e complessi ("problem solving") e ricercare autonomamente l'informazione scientifica, senza aspettare che essa sia loro fornita.

4)       Identificare, formulare e risolvere i problemi del paziente utilizzando le basi del pensiero e della ricerca scientifica e sulla base dell'informazione ottenuta e correlata da diverse fonti.

5)       Essere consapevoli del ruolo che hanno la complessità, l'incertezza e la probabilità nelle decisioni prese durante la pratica medica.

6)       Formulare ipotesi, raccogliere e valutare in maniera critica i dati, per risolvere i problemi.

 Valori Professionali, Capacità, Comportamento ed Etica

1)       Identificare gli elementi essenziali della professione medica, compresi i principi morali ed etici e le responsabilità legali che sono alla base della professione.

2)       Rispettare i valori professionali che includono eccellenza, altruismo, responsabilità, compassione, empatia, attendibilità, onestà e integrità, e l'impegno a seguire metodi scientifici.

3)       Essere consapevoli che ogni medico ha l'obbligo di promuovere, proteggere e migliorare questi elementi a beneficio dei pazienti, della professione e della società.

4)       Riconoscere che una buona pratica medica dipende strettamente dall'interazione e dalle buone relazioni tra medico, paziente e famiglia, a salvaguardia del benessere, della diversità culturale e dell'autonomia del paziente.

5)       Dimostrare la capacità di applicare correttamente i principi del ragionamento morale e adottare le giuste decisioni riguardo ai possibili conflitti nei valori etici, legali e professionali, compresi quelli che possono emergere dal disagio economico, dalla commercializzazione delle cure della salute e dalle nuove scoperte scientifiche.

6)       Rispondere con l'impegno personale alla necessità del miglioramento professionale continuo nella consapevolezza dei propri limiti, compresi quelli della propria conoscenza medica.

7)       Imparare a lavorare in equipe nella programmazione, espletamento e valutazione delle attività.

8)       Rispettare i colleghi e gli altri professionisti della salute, dimostrando la capacità di instaurare rapporti di collaborazione con loro.

9)       Ottemperare all'obbligo morale di fornire cure mediche nelle fasi terminali della vita, comprese le terapie palliative dei sintomi e del dolore.

10)    Attuare i principi etici e deontologici nel trattamento dei dati del paziente, nell'evitare il plagio, nella riservatezza e nel rispetto della proprietà intellettuale.

11)    Programmare in maniera efficace e gestire in modo efficiente il proprio tempo e le proprie attività per fare fronte alle condizioni di incertezza, ed esercitare la capacità di adattarsi ai cambiamenti.

12)    Esercitare la responsabilità personale nel prendersi cura dei singoli pazienti.

 Abilità comunicative (communication skills)

 I laureati devono saper comunicare in modo chiaro e privo di ambiguità le loro conclusioni, le conoscenze e la ratio ad esse sottese a interlocutori specialisti e non specialisti, nonché - con le modalità richieste dalle circostanze – ai propri pazienti.

Pertanto debbono essere in grado di:

1)       Ascoltare attentamente per estrarre e sintetizzare l'informazione rilevante su tutte le problematiche, comprendendone i contenuti.

2)       Mettere in pratica le capacità comunicative per facilitare la comprensione con i pazienti e loro parenti, rendendoli capaci di condividere le decisioni come partner alla pari.

3)       Comunicare in maniera efficace con i colleghi, con la Facoltà, con la comunità, con altri settori e con i media.

4)       Interagire con altre figure professionali coinvolte nella cura dei pazienti attraverso un lavoro di gruppo efficiente.

5)       Dimostrare di avere le capacità di base e gli atteggiamenti corretti nell'insegnamento agli altri.

6)       Dimostrare una buona sensibilità verso i fattori culturali e personali che migliorano le interazioni con i pazienti e con la comunità.

7)       Comunicare in maniera efficace sia oralmente che in forma scritta.

8)       Creare e mantenere buone documentazioni mediche.

9)       Riassumere e presentare l'informazione appropriata ai bisogni dell'audience, e discutere piani di azione raggiungibili e accettabili che rappresentino delle priorità per l'individuo e per la comunità.

 Capacità di apprendimento (learning skills)

 I laureati devono aver sviluppato quelle capacità di apprendimento che consentano loro di continuare a studiare per lo più in modo auto-diretto o autonomo.

Debbono essere pertanto in grado di:

1)       Raccogliere, organizzare ed interpretare correttamente l'informazione sanitaria e biomedica dalle diverse risorse e database disponibili.

2)       Raccogliere le informazioni specifiche sul paziente dai sistemi di gestione di dati clinici.

3)       Utilizzare la tecnologia associata all'informazione e alle comunicazioni come valido supporto alle pratiche diagnostiche, terapeutiche e preventive e per la sorveglianza ed il monitoraggio dello stato di salute.

4)       Comprendere l'applicazione e anche le limitazioni della tecnologia dell'informazione.

5)       Gestire un buon archivio della propria pratica medica, per una sua successiva analisi e miglioramento.

 Sbocchi occupazionali e professionali previsti per i laureati

 Gli sbocchi occupazionali previsti sono quelli che implicano l’occupazione in istituzioni e aziende sanitarie pubbliche e private, presidi sanitari territoriali, studi medico specialistici privati. La laurea magistrale in Medicina e Chirurgia è, inoltre, requisito per l'accesso alle Scuole di Specializzazione di area medica.

 Il Corso prepara alle professioni di

 Medici di medicina generale - (codifica ISTAT 2.4.1.1.0)

ARTICOLO 3

Requisiti di ammissione

  1. Il Corso di Laurea magistrale in Medicina e Chirurgia è ad accesso programmato.
  2. Per essere ammessi al Corso di Laurea Magistrale in Medicina e Chirurgia occorre essere in possesso di un diploma di scuola secondaria superiore di durata quinquennale o di altro titolo di studio conseguito all'estero, riconosciuto idoneo ai sensi delle leggi vigenti.
  3. E' altresì richiesto il possesso di un'adeguata preparazione iniziale secondo quanto previsto dalle normative vigenti relative all'accesso ai corsi a numero programmato a livello nazionale. 
  4. Il numero programmato di accessi al primo anno di corso, ed i posti fuori quota riservati a studenti non-comunitari non residenti in Italia e studenti cinesi aderenti al Programma Marco Polo, sono definiti ai sensi delle vigenti norme in materia di accesso ai corsi universitari in base alle stime del fabbisogno, agli eventuali accordi internazionali in vigore, e alla disponibilità di Personale docente, di strutture didattiche (aule, laboratori) e di strutture assistenziali utilizzabili per la conduzione delle attività pratiche di reparto, coerentemente con le raccomandazioni dell'Advisory Committee on Medical Training dell'Unione Europea.

ARTICOLO 4

Durata del corso di studio

 La durata normale del corso è di sei anni.

  1. Per il conseguimento del titolo lo studente dovrà acquisire almeno 360 CFU, secondo le indicazioni contenute nella scheda delle attività formative e dei crediti relativi al curriculum del sessennio compresa nell'Ordinamento Didattico del Corso, come disciplinato nel RDA.

 

  1. La quantità media di impegno complessivo di apprendimento, svolto in un anno da uno studente impegnato a tempo pieno negli studi universitari, è convenzionalmente fissata in 60 crediti. È altresì possibile l’iscrizione a tempo parziale, secondo le regole fissate dall’Ateneo.
  2. I crediti corrispondenti a ciascuna attività formativa sono acquisiti dallo studente con il superamento dell’esame o di altra forma di verifica del profitto, effettuata con le modalità stabilite all’art. 7 del presente regolamento, in accordo con il Regolamento Didattico di Ateneo nonché con i Regolamenti dei Dipartimenti di riferimento.
  3. Gli iscritti al Corso di Laurea magistrale in Medicina e Chirurgia non decadono dalla qualità di studente: in caso di interruzione prolungata (più di tre anni) della carriera scolastica, questa potrà essere riattivata previa valutazione da parte del Consiglio di Corso di Laurea Magistrale della non obsolescenza dei crediti formativi maturati prima dell’interruzione; in ogni caso, anche in assenza di prolungate interruzioni, qualora il titolo finale non venga conseguito entro 12 anni dall’immatricolazione, tutti i crediti fino ad allora maturati saranno soggetti a verifica della non intervenuta obsolescenza dei contenuti formativi.

ARTICOLO 5

Attività formative, insegnamenti, curricula e docenti

  1. Il corso di laurea magistrale in Medicina e Chirurgia non si articola in curricula.
  2. Il piano di studio è descritto nell'Allegato n. 2, che viene annualmente aggiornato.
  3. Per ciascun Corso Integrato è prevista la nomina di un Coordinatore, designato a cadenza annuale dal Consiglio di Corso di Laurea Magistrale.

Il Coordinatore di un Corso integrato esercita le seguenti funzioni:

  • rappresenta per gli Studenti la figura di riferimento del Corso;
  • coordina la pianificazione delle attività didattiche del corso
  • coordina la preparazione delle prove d’esame;
  • presiede, di norma, la Commissione di esame del Corso da lui coordinato e ne propone la composizione;
  • è responsabile nei confronti del Consiglio di Corso di Laurea Magistrale della corretta conduzione di tutte le attività didattiche previste per il conseguimento degli obiettivi definiti per il Corso stesso.

ARTICOLO 6

Tipologia delle attività formative

  1. Le attività didattiche dei settori disciplinari si articolano in insegnamenti secondo un programma articolano in  2 periodi didattici, approvati dal Consiglio di Corso di Laurea Magistrale e pubblicato nel Manifesto degli studi (Guida dello studente). L’articolazione dei moduli e la durata dei corsi sono stabilite secondo le indicazioni dei Dipartimenti. Le attività didattiche (lezioni ed esami) si tengono secondo la data di inizio ed  il calendario stabilito annualmente secondo quanto previsto al successivo art. 7 comma 6, all’interno del periodo ordinario delle lezioni fissato a norma dell’art 23 comma 1 del Regolamento didattico di Ateneo.
  1. L'unità di misura del lavoro richiesto allo Studente per l'espletamento di ogni attività formativa prescritta nel Piano di studi per conseguire il titolo di studio è il Credito Formativo Universitario (CFU). 

Ad ogni CFU corrisponde un impegno-studente di 25 ore, una frazione delle quali deve rimanere riservata allo studio personale e ad altre attività formative individuali.

Ad ogni CFU possono pertanto corrispondere:

  • non più di 11,12 ore di lezione frontale per le Attività Didattiche Interattive (ADI)
  • non più di 10 ore di didattica teorico-pratica per le Attività Didattiche Elettive (ADE)
  • non più di 25 ore di attività formativa professionalizzante con guida del docente per le Attività Didattiche Professionalizzanti (ADP)

 Lezione frontale: costituisce la trattazione di uno specifico argomento, identificato da un titolo e facente parte del curriculum formativo previsto per il Corso di Studio, effettuata da un docente ufficiale, sulla base di un calendario predefinito, ed impartita agli Studenti regolarmente iscritti ad un determinato anno di corso, anche suddivisi in piccoli gruppi.

 Didattica teorico-pratica: è realizzabile con lezioni frontali, seminari, corsi interattivi a piccoli gruppi, attività non coordinate oppure collegate in percorsi didattici omogenei, fra i quali lo Studente esercita la propria personale opzione.

 Attività formativa professionalizzante: lo Studente dovrà svolgere attività formative professionalizzanti frequentando le strutture identificate dal CCLM allo scopo di acquisire specifiche professionalità nel campo della medicina interna, della chirurgia generale, della pediatria, della ostetricia e ginecologia, della medicina generale e di comunità, nonché di altre specialità medico-chirurgiche e di laboratorio, compresa la ricerca di base, traslazionale e clinica. Comporta per lo Studente l'esecuzione di attività pratiche con grado di autonomia definito dal CCLM e proporzionata alla competenza raggiunta.

In ogni fase del tirocinio obbligatorio lo Studente è tenuto ad operare sotto il controllo diretto di un Tutore. Il CCLM può identificare strutture non universitarie presso le quali può essere condotto, in parte o integralmente, il  tirocinio, dopo valutazione della loro adeguatezza didattica.

  1. Il Corso di Laurea Magistrale, oltre alle attività formative, può organizzare laboratori e stage esterni in collaborazione con istituzioni pubbliche e private italiane o straniere, a seconda delle necessità, essendovene concreta praticabilità e riscontrandosene l’opportunità formativa; devono essere approvate singolarmente dal CCLM e svolgersi sotto la responsabilità didattica di un docente del Corso di Laurea magistrale. I crediti didattici assegnati a tali attività saranno fissati dal CCLM di volta in volta.
  2. Gli studenti del Corso di Laurea/Laurea Magistrale possono ottenere il riconoscimento di tirocini, stages ecc., che siano coerenti con gli obiettivi didattici del Corso, fino a 5 crediti. 
  3. Nel quadro di una crescente integrazione con istituzioni universitarie italiane e straniere, è prevista la possibilità di sostituire attività formative svolte nel Corso di Laurea con altre discipline insegnate in Università italiane o straniere. Ciò avverrà nel quadro di accordi e programmi internazionali, di convenzioni interateneo, o di specifiche convenzioni proposte dal Corso di Laurea Magistrale, e approvate dal Consiglio dei Dipartimenti di riferimento ovvero della Scuola e deliberate dal competente organo accademico, con altre istituzioni universitarie o di analoga rilevanza culturale. 

 ARTICOLO 7

Esami ed altre verifiche del profitto degli studenti

  1. Per ciascuna attività formativa è previsto un accertamento conclusivo alla fine del periodo in cui si è svolta l’attività. Laddove la materia lo consenta, la prova dovrebbe comprendere anche una valutazione delle competenze pratiche acquisite. Le prove d’esame devono essere coerenti con il programma, gli obiettivi formativi (core curriculum) e le modalità di svolgimento dei corsi. Per le attività formative articolate in moduli, la valutazione finale del profitto è comunque unitaria e collegiale. Con il superamento dell’esame o della verifica lo studente consegue i CFU attribuiti all’attività formativa in oggetto.
  2. Gli accertamenti finali possono consistere in: esame orale o compito scritto o relazione scritta o orale sull'attività svolta oppure test con domande a risposta libera o a scelta multipla o prova di laboratorio o esercitazione al computer.
    Le modalità dell'accertamento finale, che possono comprendere anche più di una tra le forme su indicate, e la possibilità di effettuare accertamenti parziali in itinere, sono indicate prima dell’inizio di ogni anno accademico dal docente responsabile dell'attività formativa. Le modalità con cui si svolge l’accertamento devono essere le stesse per tutti gli studenti e rispettare quanto stabilito all’inizio dell’anno accademico.
  3. Il periodo di svolgimento degli appelli d’esame viene fissato all’inizio di ogni anno accademico.
  4. Gli appelli degli esami di profitto iniziano al termine dell’attività didattica dei singoli corsi di insegnamento.
  5. Il calendario degli esami di profitto prevede sette appelli, distribuiti nel corso dell’anno accademico Gli appelli sono ridotti a 3 per corsi non attivati nell’anno. Per gli Studenti fuori corso, possono essere istituiti ulteriori appelli d’esame.
  6. Il calendario delle attività didattiche (lezioni ed esami) per i Corsi di Studio è stabilito annualmente dal Consiglio dei Dipartimenti di riferimento (ovvero della Scuola di riferimento), su proposta del Direttore, sentita la Commissione didattica competente.
  7. L’orario delle lezioni e il calendario degli esami sono stabiliti dal Direttore di Dipartimento o dai suoi delegati in conformità con quanto disposto dal Regolamento del Corso di Studio, sentita la Commissione paritetica consultiva e del riesame competente e i Docenti interessati.
  8. Il calendario degli esami viene comunicato con congruo anticipo. La pubblicità degli orari delle lezioni e degli appelli viene assicurata nei modi e nei mezzi più ampi possibili. Lo stesso vale per ogni altra attività didattica, compresi gli orari di disponibilità dei professori e dei ricercatori.
  9. Qualora, per un giustificato motivo, un appello di esame debba essere spostato o l’attività didattica prevista non possa essere svolta, il docente ne da comunicazione tempestiva agli studenti ed al responsabile della struttura didattica per i provvedimenti di competenza e secondo la normativa esistente.
  10. Le date degli esami, una volta pubblicate, non possono essere in alcun caso anticipate; gli esami si svolgono secondo un calendario di massima predisposto dal docente il giorno dell’appello.
  11. L’intervallo tra due appelli successivi è di almeno dieci giorni.
  12. Le commissioni esaminatrici per gli esami di profitto sono nominate dal Direttore del Dipartimento  o per sua delega, dal  Presidente del Consiglio di Corso di Studio. Sono composte da almeno due membri e sono presiedute dal professore ufficiale del corso o dal professore indicato nel provvedimento di nomina. E' possibile operare per sottocommissioni, ove i componenti siano sufficienti. Tutti gli studenti, su richiesta, hanno il diritto di essere esaminati anche dal Presidente della commissione d'esame. I membri diversi dal Presidente possono essere altri professori, ricercatori, cultori della materia. Il riconoscimento di cultore della materia è deliberato dal consiglio di Consiglio di Dipartimento su proposta del Consiglio  di Corso di Studio.
  13. Lo studente può presentarsi ad un medesimo esame 3 volte in un anno accademico.
  14. Il Presidente della Commissione informa lo studente dell'esito della prova e della sua valutazione prima della proclamazione ufficiale del risultato; sino a tale proclamazione lo studente può ritirarsi dall'esame senza conseguenze per il suo curriculum personale valutabile al fine del conseguimento del titolo finale. La presentazione all'appello deve essere comunque registrata.
  15. Nella determinazione dell'ordine con cui gli studenti devono essere esaminati, vengono tenute in particolare conto le specifiche esigenze degli studenti lavoratori.
  16. Il voto d’esame è espresso in trentesimi e l’esame si considera superato se il punteggio è maggiore o uguale a 18. All'unanimità può essere concessa la lode, qualora il voto finale sia 30.
  17. Le prove sono pubbliche ed è pubblica la comunicazione del voto finale.

 ARTICOLO 8

Prova finale

  1. Dopo aver superato tutte le verifiche delle attività formative incluse nel piano di studio e aver acquisito almeno 360 crediti, ivi compresi quelli relativi alla preparazione della prova finale, lo studente, indipendentemente dal numero di anni di iscrizione all’università, è ammesso a sostenere la prova finale, la quale consiste nella stesura della Tesi di Laurea.
  2. Tale attività può essere condotta presso strutture universitarie cliniche o di base. Tale attività dello Studente viene definita "Internato di Laurea"; esso dovrà essere svolto al di fuori dell’orario dedicato alle altre attività didattiche, non dovrà  sovrapporsi a quelle a scelta dello studente (ADE).Lo Studente che intenda svolgere l’Internato di Laurea in una determinata struttura deve presentare formale richiesta corredata del proprio curriculum ad un Docente ufficiale del Corso di Laurea magistrale. Qualora il docente di riferimento della struttura non appartenga al corso di laurea in Medicina e Chirurgia San Luigi Gonzaga, lo studente dovrà chiedere l’autorizzazione ai Presidenti dei due Consigli di Corso di Laurea interessati, motivatamente e specificando la natura della dissertazione. La dissertazione dovrebbe avere un certo carattere di originalità e costituire un primo approccio al lavoro scientifico. Essa può consistere nell’inquadramento dello stato della questione e nella rassegna critica della letteratura scientifica relativa ad un argomento circoscritto o in un saggio breve di ricerca originale sperimentale o clinica.

 L'esame di Laurea verte sulla discussione della Tesi di Laurea comprendente almeno il riassunto in lingua inglese, elaborata in modo originale dallo studente sotto la guida di un relatore. Può essere prevista la figura di un docente correlatore, anche di altra sede o nazione, al quale la tesi verrà sottoposta in bozza almeno 30 giorni prima della consegna definitiva in Segreteria Studenti. L’approvazione della tesi è responsabilità comune del relatore e del correlatore e viene attestata dalla sottoscrizione del frontespizio da parte di entrambi. 

Possono essere relatori di tesi esclusivamente docenti dell’Ateneo che appartengono a uno dei Settori Scientifico Disciplinari inclusi nell’offerta didattica erogata dal Corso di Studi e/o ricercatori di Enti esterni o professionisti che insegnino, con il ruolo di docente a contratto, un insegnamento o un modulo all’interno del Corso di Studi.

 La valutazione conclusiva della carriera dello studente dovrà tenere conto delle valutazioni sulle attività formative precedenti e sulla prova finale nonché di ogni altro elemento rilevante.

A determinare il voto di laurea, espresso in centodecimi, contribuiscono i seguenti parametri:

a)       la media ponderata dei voti conseguiti, espressa in centodecimi;

b)       i punti attribuiti dalla Commissione di Laurea in sede di discussione della tesi (fino ad un massimo di 7 punti, 2 dei quali riservati a valutare la presentazione in sede di esame di laurea);

c)       i punti per ogni lode ottenuta negli esami di profitto (0.2 punti per lode);

d)       i punti per coinvolgimento in programmi di scambio internazionale (Erasmus for Studies): 1 punto per permanenza di un semestre con ottenimento di almeno 20 crediti convalidati, 2 punti per permanenza di un anno accademico, con ottenimento di almeno 40 crediti convalidati. Qualora la permanenza  fosse  di durata superiore il massimo  di  punti  ottenibili  non  potrà comunque essere superiore a 3.

e)       i punti per coinvolgimento in programmi di scambio internazionale (Erasmus for Traineeships): 1 punto per permanenza di almeno 12 settimane con ottenimento di almeno 12 crediti. In caso di riduzione del periodo per iniziativa dello studente l'attribuzione di un punto o frazioni di esso è a insindacabile giudizio della Commissione Erasmus.

f)       i punti attribuiti per la durata del Corso di Studi: 2 punti per la laurea conseguita entro la sessione autunnale del 6° anno di corso, 1 punto la laurea conseguita entro la sessione invernale del 6° anno di corso

g)      Il risultato medio di tutti gli ambiti ottenuto al Progress Test di ogni anno, se superiore della media della stessa coorte, è equiparato ad una lode

 Il voto complessivo, determinato dalla somma dei punteggi previsti dalle voci "a - g" viene arrotondato per eccesso o per difetto al numero intero più vicino.

La dignità di stampa può venire attribuita, con parere unanime della Commissione, in considerazione del merito scientifico della tesi, indipendentemente dal punteggio finale conseguito dal candidato.

 La Commissione può attribuire con parere unanime la lode ai candidati che conseguano un punteggio finale superiore a 110, ed inoltre la menzione speciale o onorevole qualora riconosca l’eccellenza complessiva del curriculum formativo. Il voto complessivo, determinato dalla somma dei punteggi previsti dalle voci "a - g" viene arrotondato per eccesso o per difetto al numero intero più vicino.

La dignità di stampa può venire attribuita, con parere unanime della Commissione, in considerazione del merito scientifico della tesi, indipendentemente dal punteggio finale conseguito dal candidato. 

 La Commissione può attribuire con parere unanime la lode ai candidati che conseguano un punteggio finale superiore a 110, ed inoltre la menzione speciale o onorevole qualora riconosca l’eccellenza complessiva del curriculum formativo.

Il CCS in data 14 settembre 2016 ha approvato la seguente modifica di Regolamento Didattico valida a partire dalla coorte di studenti 2013-2014:

A determinare il voto di laurea, espresso in centodecimi, contribuiscono i seguenti parametri:

a)       la media ponderata dei voti conseguiti, espressa in centodecimi; 

b)       i punti attribuiti dalla Commissione di Laurea in sede di discussione della tesi (fino ad un massimo di 7 punti, 2 dei quali riservati a valutare la presentazione in sede di esame di laurea);

c)       i punti per ogni lode ottenuta negli esami di profitto (0.4 punti per lode);

d)       i punti per coinvolgimento in programmi di scambio internazionale (Erasmus for Studies): 1 punto per permanenza di un semestre con ottenimento di almeno 20 crediti convalidati, 2 punti per permanenza di un anno accademico, con ottenimento di almeno 40 crediti convalidati. Qualora la permanenza fosse  di durata superiore il massimo  di  punti  ottenibili  non  potrà comunque essere superiore a 3.

e)       i punti per coinvolgimento in programmi di scambio internazionale (Erasmus for Traineeships): 1 punto per permanenza di almeno 12 settimane con ottenimento di almeno 12 crediti. In caso di riduzione del periodo per iniziativa dello studente l'attribuzione di un punto o frazioni di esso è a insindacabile giudizio della Commissione Erasmus.

f)       i punti attribuiti per la durata del Corso di Studi: 4 punti per la laurea conseguita entro la sessione autunnale del 6° anno di corso, 2 punti la laurea conseguita entro la sessione invernale del 6° anno di corso

g)      Il risultato medio di tutti gli ambiti ottenuto al Progress Test di ogni anno, se superiore della media della stessa coorte, è equiparato ad una lode

 Il voto complessivo, determinato dalla somma dei punteggi previsti dalle voci "a - g" viene arrotondato per eccesso o per difetto al numero intero più vicino.

La dignità di stampa può venire attribuita, con parere unanime della Commissione, in considerazione del merito scientifico della tesi, indipendentemente dal punteggio finale conseguito dal candidato. 

 La Commissione può attribuire con parere unanime la lode ai candidati che conseguano un punteggio finale superiore a 110, ed inoltre la menzione speciale o onorevole qualora riconosca l’eccellenza complessiva del curriculum formativo.

ARTICOLO 9 

Iscrizione e frequenza di singoli insegnamenti

  1. Per i corsi di studio ad accesso programmato la domanda di iscrizione a singoli insegnamenti (corsi singoli) deve essere autorizzata, per un massimo di 30 cfu per anno accademico, dalla struttura didattica di riferimento nel rispetto dei limiti previsti dalla programmazione degli accessi e delle risorse dichiarate.

 ARTICOLO 10

Propedeuticità, Obblighi di frequenza

  1. Non sono previste propedeuticità obbligatorie tra esami. E' previsto il seguente sbarramento: è’ possibile il sostenimento di esami del III anno e successivi solo se si sono accumulati complessivamente 60 CFU di esami relativi ai primi due anni di corso in discipline comprese nelle attività di base, caratterizzanti o affini (sono quindi esclusi tirocini e ADE). 
  1. La frequenza alle varie attività formative è obbligatoria.
  1. L’attestazione di frequenza ad almeno il 67% delle ore previste per ciascuna attività formativa è necessaria allo Studente per sostenere il relativo esame.

ARTICOLO 11

Piano carriera

  1. Il CCLM determina annualmente, nel presente Regolamento e  nel Manifesto degli studi, il percorso formativo precisando anche gli spazi per le scelte autonome degli studenti
  2. Lo studente presenta il proprio piano carriera nel rispetto dei vincoli previsti dal Decreto Ministeriale relativo alla classe di appartenenza, con le modalità previste nel Manifesto degli studi.
  3. Il piano carriera può essere articolato su una durata più lunga rispetto a quella normale per gli studenti a tempo parziale, ovvero, in presenza di un rendimento didattico eccezionalmente elevato per quantità di crediti ottenuti negli anni accademici precedenti, su una durata più breve.
  4. Il piano carriera non aderente al percorso formativo standard, ma conforme all’ordinamento didattico sono sottoposti all’approvazione del CCLM.
  5. Le delibere di cui al comma 4 sono assunte entro 40 giorni dalla scadenza del termine fissato per la presentazione dei piani carriera.

ARTICOLO 12

Riconoscimento di crediti in caso di passaggi, trasferimenti e seconde lauree

  1. Il CCLM (o commissione appositamente nominata) valuterà le domande pervenute di passaggio, trasferimento e riconoscimento di titolo estero e stilerà una graduatoria sulla base degli esami sostenuti (CFU sostenuti/CFU dovuti, espresso in decimi) sommati alla media dei voti conseguita (media ponderata dei voti ottenuti, espressa in decimi). Le lodi non sono conteggiate nella media ma vengono prese in considerazione in caso di parità).

 

  1. Salvo diverse disposizioni, il CCLM propone al Consiglio di dipartimento competente il riconoscimento o meno dei crediti e dei titoli accademici conseguiti in altre Università, anche nell’ambito di programmi di scambio. Per il riconoscimento di prove di esame sostenute in corsi di studio diversi dal Corso di Laurea Magistrale in Medicina e Chirurgia San Luigi Gonzaga dell'Università di Torino, relativamente al trasferimento degli studenti da un altro corso di studio ovvero da un’altra università, il CCLM convaliderà gli esami sostenuti indicando espressamente la tipologia di attività formativa, l’ambito disciplinare, il settore scientifico disciplinare ed il numero di CFU coperti nel proprio ordinamento didattico, nonché l’anno di corso al quale viene inserito lo studente, in base al numero di esami convalidati; nel caso di esami didatticamente equipollenti, essi devono essere dichiarati tali con specifica delibera, anche ricorrendo eventualmente a colloqui per la verifica delle conoscenze effettivamente possedute.

Il mancato riconoscimento di crediti sarà motivato; agli studenti che provengano da corsi di Laurea Magistrale della medesima classe, viene assicurato il riconoscimento di almeno il 50% dei crediti maturati nella sede di provenienza.

  1. Il numero massimo dei crediti riconoscibili risulta determinato dalla ripartizione dei crediti stabilita nell'Ordinamento didattico del Corso di Laurea Magistrale.
  2. Per gli esami non compresi nei settori scientifico-disciplinari indicati dall'Ordinamento didattico del Corso di Laurea Magistrale o eccedenti i limiti di cui al precedente comma 2, a richiesta dello studente potrà essere riconosciuto un massimo di 8 crediti a titolo di «Attività formative a scelta dello studente».
  3. Sarà possibile il riconoscimento di crediti assolti in “Ulteriori attività formative” (D. M. 270/04, art. 10, c. 5, d), per un massimo di 5 crediti.
  4. Nel caso di studente già in possesso di titolo universitario dello stesso livello, il riconoscimento dei crediti sarà di volta in volta esaminato ed approvato dal CCLM (o commissione appositamente nominata)

ARTICOLO 13

Docenti

 Sono allegati:

 Allegato 3: elenco dei docenti del corso di studio comprensivo dei seguenti dati: 

  • SSD Appartenenza
  • SSD Insegnamento
  • Nominativo del docente (DDMM 16/03/2009 – ART. 1.9)
  • Requisiti rispetto alle discipline insegnate (ordinario, associato ricercatore)
  • Attività di ricerca a supporto dell’attività didattica

Allegato 4: docenti di riferimento (come da Decreto Direttoriale 10/06/2008,n. 61, stilato sulla base della attuali risorse di docenza) sono indicati nella scheda SUA-CdS, che viene aggiornata annualmente e il cui link è pubblicato sul sito web del Corso di Laurea magistrale.

ARTICOLO 14

Orientamento, tutorato

Forme di orientamento e di tutorato attivo sono previste lungo tutto il percorso formativo. Le attività di tutorato sono svolte principalmente dai docenti del Corso di laurea e dal manager didattico. Per il tutorato di inserimento e orientamento lavorativo, gli studenti del Corso di Laurea magistrale fruiscono delle apposite strutture (Job Placement) attivate presso la Scuola di Medicina.

ARTICOLO 15

Assicurazione della Qualità e Gruppo del Riesame

  1. Il Presidente del Corso di Studio è il responsabile dell’Assicurazione della Qualità e sovraintende alla redazione dei Rapporti di Riesame (annuale e ciclico); può nominare un suo delegato quale referente dell’Assicurazione della Qualità.
  2. Il Consiglio di Corso di Studi nomina un Gruppo di Riesame, che procede all’autovalutazione e alla stesura del Rapporto di Riesame (annuale e ciclico) del Corso di Studio.
  3. Il Rapporto di Riesame è un processo periodico e programmato di autovalutazione che ha lo scopo di monitorare le attività di formazione, verificare l’adeguatezza degli obiettivi e i risultati e l’efficacia del modo con cui il corso è gestito. Al fine di adottare tutti gli opportuni interventi di correzione e miglioramento, il Rapporto di Riesame individua le cause di eventuali criticità prevedendo azioni correttive concrete insieme a tempi, modi e responsabili della loro realizzazione.
  4. Il Gruppo di Riesame è composto dal Presidente del Corso di Studio, da un numero di professori stabilito dal Consiglio di Corso di Studio e da una rappresentanza studentesca. Il Presidente del Corso di Studio sottopone i Rapporti di Riesame al Consiglio di Corso di Studio, che ne assume la responsabilità. Non possono far parte del Gruppo di Riesame i componenti della Commissione Didattica Paritetica (di Dipartimento o di Scuola) di riferimento del Corso di Studio stesso.

ARTICOLO 16

Commissione paritetica consultiva

  1. Nel Consiglio di corso di studio è istituita la Commissione paritetica consultiva (CPC), con compiti di istruzione e di proposta. 
  2. La Commissione è composta da un numero uguale di studenti e docenti, nominati dal Consiglio rispettivamente tra gli iscritti al Corso di studio, su proposta dei rappresentanti degli studenti, e tra i docenti che compongono il Consiglio. La Commissione è permanente e dura in carica tre anni accademici. Qualora un membro si dimetta o venga a cessare per qualsiasi causa, la Commissione viene reintegrata dal Consiglio nella seduta immediatamente successiva. Il mandato del subentrante scade alla scadenza del triennio.
  3. La Commissione ha funzioni di confronto tra docenti e studenti e di istruttoria sui problemi relativi all’efficacia e alla funzionalità dei risultati dell’attività didattica, dei piani di studio, del tutorato e dei servizi forniti agli studenti; riferisce periodicamente, e ogni volta che lo ritenga necessario, al Consiglio; svolge funzioni di collegamento con le strutture didattiche per i problemi di sua competenza; propone eventuali attività didattiche integrative. 
  4. Il Presidente del Corso di studio può richiedere la convocazione d’urgenza della Commissione e intervenire alle sue adunanze. La Commissione è inoltre convocata su richiesta di almeno un terzo dei suoi componenti. Le sue adunanze possono essere aperte a tutti i docenti, studenti e al personale tecnico-amministrativo.

 ARTICOLO 17

Altre Commissioni

 Il Consiglio di Corso di Studio può istituire Commissioni temporanee e permanenti, con compiti istruttori e/o consultivi, o con compiti operativi delegati dal Consiglio. Alle Commissioni permanenti possono essere delegate specifiche funzioni deliberative (relative ad esempio alle carriere degli studenti) secondo norme e tipologie fissate nel Regolamento del Corso di Studio. Avverso le delibere delle Commissioni è comunque possibile rivolgere istanza al Consiglio di Corso di Studi.

ARTICOLO 18

Modifiche al Regolamento

  1. Il regolamento didattico del Corso di studio è approvato dal Consiglio di Dipartimento, per ogni dipartimento di riferimento, su proposta del Consiglio del corso di studio. Per i corsi di studio interdipartimentali, in caso di persistente dissenso tra i dipartimenti coinvolti, l’approvazione è rimessa al Senato Accademico, che delibera previo parere favorevole del Consiglio di Amministrazione.
  2. Il regolamenti didattico dei corsi di studio sono annualmente adeguati all’Offerta Formativa pubblica e di conseguenza sono legati alla coorte riferita all’anno accademico di prima iscrizione a un determinato corso di studio. 

ARTICOLO 19

Norme transitorie

Gli studenti che al momento dell'attivazione del Corso di Laurea magistrale in Medicina e Chirurgia siano già iscritti in un ordinamento previgente hanno facoltà di optare per l’iscrizione al nuovo corso. Il Consiglio di corso di Laurea magistrale determina i crediti da assegnare agli insegnamenti previsti dagli ordinamenti didattici previgenti e, ove necessario, valuta in termini di crediti le carriere degli studenti già iscritti; stabilisce il percorso di studio individuale da assegnare per il completamento del piano carriera.

Ultimo aggiornamento: 30/01/2017 12:03

Dipartimenti di riferimento

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